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La musica computerizzata [Tesina Terza Media]

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La musica computerizzata [Tesina Terza Media]

Messaggio Da Admin il Mar Giu 12, 2012 1:41 pm

La musica computerizzata

Per musica computerizzata s’intende in termine generale per musica realizzata con i personal computer. Storicamente, la musica computerizzata sprofonda le sue radici nella relazione fra "teoria musicale" e "matematica". Il primo computer musicale al mondo fu costruito in Australia dal programmatore Geoff Hill su un computer CSIRAC, progettato e costruito da Trevor Pearcey e Maston Beard. Successivamente, Lejaren Hiller (Illiac Suite) fece uso di un computer nel 1950 per comporre lavori che furono eseguiti da normali musicisti. Più tardi lo sviluppo coinvolse anche il lavoro di Max Mathews presso i laboratori Bell, che sfociò nel programma MUSIC I. Anche la tecnologia Vocoder (codifica della voce) ebbe un grande sviluppo in questa prima fase. In questi ultimi anni si stanno sviluppano nuovi software che ci permetteranno di realizzare un brano musicale in pochi click e poi disponibile masterizzare in un CD/DVD la musica che abbiamo creato in tempi minimi. Un esempio di questo tipo di applicazione è la ClubCreate. E’ disponibile online anche in italiano dove si potrà gratuitamente realizzare brani di tutti i generi. Per farlo basta registrarsi nel loro sito e in fine unire piccoli suoni strumentali per realizzare in fine una canzone con o senza voce da poi condividere nei vari Social Network o scaricare sul proprio computer in formato .mp3!
Il termine musica computerizzata è anche chiamata musica elettronica, appunto perché è generata da uno strumento elettronico; il computer, ma non è l’unico strumento che caratterizza questo genere. l termine "Musica elettronica" viene introdotto negli anni '50, quando già possedeva una storia anche secolare. I primi esperimenti risalgono al 1700 quando si tentava di utilizzare forze elettrostatiche per produrre suoni. L'evento determinante fu l'invenzione del fonografo, prima a rullo poi a disco, che introdusse la possibilità di registrare suoni, riprodurli e modificarli. Conseguentemente a questa invenzione si apriranno varie correnti di sperimentazione che più tardi avranno sede presso le radio nazionali dei rispettivi paesi. Due tra queste, e forse le più importanti, furono il GRM di Parigi (Presso la radio-televisione francese) e il WDR di Colonia. Più a Colonia, definita scuola di musica elettronica, piuttosto che a Parigi, definita scuola di musica concreta, ma comunque determinante per la storia della musica elettronica in generale fu la comparsa degli elettrofoni: classe di strumenti musicali riconosciuta e inserita nella classificazione degli strumenti nel 1937. Il primo strumento elettrofono che si ricorda è, verso la fine del 1800, il singing arc: uno strumento elettrofono con controllo a tastiera che sfruttava il ronzio dei sistemi di illuminazione allora in uso. Durante i primi anni del '900 nascono i più importanti strumenti elettrofoni che aprono la strada ad un processo evolutivo sperimentale che coinvolgerà tutto il mondo nel corso del secolo: uno tra questi è il Theremin (anni venti), elettrofono senza interfaccia fisica di controllo che sfrutta un difetto dell'oscillatore a battimenti secondo cui all'avvicinarsi o allontanarsi di un corpo questo cambia la sua frequenza di oscillazione; tramite lo spostamento delle mani dell'esecutore vicino alle due antenne è possibile controllare altezza e intensità di un suono molto particolare e caratteristico dello strumento, usato spesso in passato (e tutt'oggi). Dopo la seconda guerra mondiale, con l'introduzione dei transistor e dei primi elaboratori elettronici molti sperimentatori sonori si interessarono alla produzione di suoni derivanti dalle nuove tecnologie. Fino agli anni sessanta rimaneva una pratica per pochi, a causa degli alti costi per procurarsi certe apparecchiature e per la relativa difficoltà nel loro uso sonoro. A partire dagli anni settanta però la diffusione di macchine per la produzione di musica elettronica si allargò molto: sintetizzatori esequencer cominciarono a essere di uso comune e non più limitato all'avanguardia sperimentale. Negli anni ottanta la diffusione di queste tecnologie si allargò sempre più fino a coinvolgere anche i primi computer a uso personale. Negli anni successivi fino ad oggi, questo processo si è sempre più allargato rendendo la produzione di musica elettronica sempre più alla portata di tutti. Basta una certa facilità nell'uso del computer e con costi molto bassi si hanno a disposizione tutti i mezzi e i suoni possibili per comporre. Inoltre sono sempre disponibili le tecnologie precedenti, che si possono sovrapporre ai computer, senza contare le possibilità di contaminazione con suoni acustici o elettrici.
(Alcuni testi sono stati presi da Wikipedia)
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Re: La musica computerizzata [Tesina Terza Media]

Messaggio Da kadry il Gio Ago 16, 2012 9:47 pm

complimenti per la tesina Laughing
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